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Suolo, occorrono interventi normativi efficaci

Si tiene oggi a Palazzo Montecitorio la presentazione dell’edizione 2018 del Rapporto sul Consumo di Suolo in Italia realizzato dall’ISPRA e dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Il Rapporto restituisce una fotografia completa e aggiornata del territorio e fornisce una valutazione delle dinamiche di cambiamento della copertura del suolo e della crescita urbana, anche a livello locale, e delle conseguenze sull’ambiente, sul paesaggio, sulle risorse naturali e sul sistema economico. “E’ nostro dovere seguire le trasformazioni del territorio, risorsa non rinnovabile e vitale per il nostro benessere e per l’economia – ha dichiarato il Presidente ISPRA e SNPA Stefano Laporta – senza interventi normativi efficaci, il consumo di suolo non si fermerà”. “Ripartiamo dalla norma precedente e andiamo avanti, con modifiche: bilancio ecologico, questione lottizzazioni, concetto di spreco di suolo, maggior attenzione alle zone protette ed inserimento di zone a rischio frane e terremoti” – è quanto ha affermato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nel suo intervento.

Pesticidi, sfida alla contaminazione

I  prodotti fitosanitari e i biocidi, nel loro insieme definiti “pesticidi, sono  creati per combattere organismi “dannosi”, ma un uso improprio è una minaccia per  l’uomo e l’ ambiente. In agricoltura sono utilizzate 130.000 tonnellate di sostanze, solo in Italia ci sono 400 sostanze diverse. I pesticidi si trovano nel 67% nelle acque superficiali e nel 33% di quelle sotterranee. Nell’ultimo rapporto  sono stati analizzati 35.353 campioni, per un totale di 1.966.912 analisi.

Più del 50% dei punti di monitoraggio della rete nazionale sono nel nord ,in altre regioni le  indagini risultato assenti e, per tale motivo i dati sono carenti. La legge 132 istitutiva del SNPA deve favorire  e omogeneizzare il monitoraggio dei pesticidi, consentire di valutare più rigorosamente le sostanze ed eliminare quelle più pericolose. Occorre assolutamente ridurre l’uso  dei pesticidi, ma anche  addestrare gli operatori e incentivare avviare pratiche agronomiche sostenibili.

 

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I LIVE GREEN “Tutti i 110 video finalisti”

I live green, dal 1 maggio è possibile votare i video realizzati dai cittadini europei! Vedili tutti partendo dal primo qui sopra, che una volta terminato passerà a visualizzare in sequenza il secondo, poi il terzo e così via fino al centodecimo. In alternativa accedi al seguente LINK e potrai visualizzare tutta la playlist con accesso ai singoli video.

 

Dal 1 maggio sarà possibile votare i video  realizzati dai cittadini europei che hanno partecipato al concorso I live Green, ideato e promosso da ISPRA in collaborazione con l’EEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente.

I live Green è un’azione di citizen journalism e participation realizzato grazie al contributo di tutta la rete europea delle agenzie per l’ambiente. Tutte le informazioni sul concorso si trovano al seguente link: http://www.isprambiente.gov.it/it/evidenza/concorso/i-live-green-un-concorso-video-per-condividere-le-tue-azioni-verdi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Parte il Progetto RETRACE-3D

Si è svolto a Roma il 31 gennaio scorso, presso il Dipartimento della Protezione Civile, il primo incontro del progetto RETRACE-3D (centRal italy EarThquakes integRAted Crustal modEl), finalizzato alla caratterizzazione tridimensionale, geologica e sismotettonica, del volume di crosta terrestre che, a partire dal 24 agosto 2016, è stato interessato dalla sequenza sismica che ha colpito il centro Italia. Il progetto, che ha durata di un anno rinnovabile, è il risultato di una collaborazione tra il Dipartimento della Protezione Civile, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consiglio Nazionale delle Ricerche – che partecipa con l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (CNR-IGAG) e l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (CNR-IREA) –, e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), con la collaborazione di Eni e Total, entrambe realtà private ma anch’esse parte del Servizio nazionale della protezione civile, che hanno messo a disposizione i propri dati di sottosuolo.